Antonio Macchia con Illusion conferma la legge non scritta che gli esordi discografici a volte sono veri e propri gioielli di creatività; Macchia (in questo cd edito dalla Dodicilune Dischi, anche nella veste di compositore insieme al pianista Davide Gorgone) non sfugge a questa piacevole tradizione e dimostra una forte versatilità stilistica, che sembra una innata propensione a confrontarsi con musiche e repertori, formazioni differenti e financo linguaggi espressivi in apparenza distanti tra loro.

La copertina pesca nel concetto di illusione che fu di Platone: il ragazzo che cammina (sembra a passo veloce) ricorda infatti il mito della caverna, dove gli uomini scambiano le ombre proiettate su una parete per la vera realtà. Questa meravigliosa foto, poi gioca con il chiaroscuro e le forme geometriche che attorniano il ragazzo ed anche la sua ombra: la musica di Antonio Macchia parte proprio dalle forme geometriche del suo jazz, ne rispetta gli angoli acuti ed il susseguirsi di scale, ma poi magicamente sfuma con bordi meno definiti, spalancando la fantasia ed il concetto appunto di illusione, come nell’angolo sinistro in basso della copertina!

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