Poche note si muovono nello spazio, emergono lentamente dall’aria e iniziano a danzare nel vuoto. Non è soltanto un brano d’apertura, ma una soglia. L’inizio di un viaggio dentro una dimensione sonora nella quale il tempo sembra rallentare e il respiro ritrovare il proprio ritmo. C’è una musica che nasce quando tutto il resto si ferma. È quella delle ore prima dell’alba, quando il buio comincia lentamente a cedere il passo alla luce e anche il suono più essenziale può trasformarsi in uno spazio di ascolto, protezione e respiro.

Il titolo stesso Lumen richiama una luce che affiora nell’oscurità e suggerisce la direzione di un lavoro più ampio, ancora in divenire. Un progetto nel quale Alessandra Celletti (pianista nata a Roma il 6 Giugno 1966) torna a interrogare il rapporto tra suono e spazio, tra silenzio e movimento, lasciando che sia l’ascolto a guidare il percorso. È considerata una profonda interprete e continuatrice dello spirito di Erik Satie, oltre ad aver esplorato a fondo le composizioni di grandi del minimalismo moderno come Philip Glass.

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