Per la Da Vinci Jazz Records, pubblica Perdu dans un rêve, dopo sette anni di ricerca ed in compagnia di Louis Sclavis al clarinetto basso ed il chitarrista elettrico Livio Bartolo. La mia curiosità cresce sin dalla copertina, dove in relazione visiva vi è una banchina della metropolitana ed un titolo che porta con se riflessioni che conducono al filosofico e financo alla psicanalisi, pur rimanendo il sound in un melting pot tra jazz sperimentale e quello d’avanguardia.

Il disco si apre con un remake di Paul Motian: l’approccio a It Should’ve Happened a Long Time Ago (title track dell’ omonimo album del 1984, con il chitarrista Bill Frisell in gran spolvero) è un semplice tributo e lo potrei definire un referenziale omaggio, costituendo così l’antipasto ad un piatto che si preannuncia ricco. Tre fasce di colori distinte in una copertina, riporta alla mente il capolavoro Synchronicity, ultimo disco di Sting con i Police: in quel caso l’ispirazione arriva direttamente dall’omonimo capolavoro scritto da Carl Gustav Jung.

Back to top