Nato nel 1997 a Chioggia (Venezia), il chitarrista jazz pubblica Stua Scura, suo quinto album utilizzando anche il dialetto veneto che risuona ancora nei suoi ricordi: registrato allo storico Magister Studio di Preganziol (Treviso) da Ivano Boscolo Nata ed Andrea Valfrè, l’opera si presenta come un viaggio sonoro d’avanguardia caratterizzato da atmosfere crepuscolari e avvolgenti, con una timbrica musicale profonda, vellutata e introspettiva. Francesco Panconesi sax tenore, Federico Calcagno clarinetto basso e Mattia Galeotti batteria sono i compagni di viaggio di Luca Zennaro.

Stua Scura non è soltanto un titolo, ma una coordinata geografica e sentimentale. Nel dialetto veneto, questa espressione evoca l’imbrunire, ossia quel momento in cui la luce cede il passo alla penombra e i contorni del paesaggio si fanno densi, carichi di mistero e di memoria. Il legame con il territorio non è qui una citazione folcloristica, ma una scelta di materia sonora: im questo equilibrio tra vuoti e densità, la musica diventa lo strumento per esplorare le proprie radici e la vita dei nostri nonni e bisnonni, abili nel trovare sostentamento ad una cucciolata di figli, avendo con la natura un rapporto di biunivoca collaborazione e non di sfruttamento.

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