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recensione del 04/08/2004
Ivan Granata è un «Incauto Sperimentatore» di suoni
di Michele Traversa
È stato pubblicato qualche giorno fa dalla Etnoworld il secondo lavoro del musicista barese
Ivan Granata fonde in un sol colpo jazz, fusion, new age ed orecchiabili ballate, della tradizione del Sud Italia. Un ottimo prodotto.
Ci si può sbizzarrire. E chiamarlo fusion o magari easy-listeng o più semplicemente new-age, nell’eccezione più nobile del termine. Sta di fatto che il suono di Ivan Granata, da qualche anno sulla scena musicale (non solo locale) è diventato un marchio doc e lo dimostra il suo ultimo lavoro «Incauto Sperimentatore» edito dalla Etnoworld,. Granata è pressoché inconfondibile. Merito del suo stile interpretativo in brani come «La casa dei segreti», «Orecchiette, rape e ketchup» o «Vento d’Oriente» (da notare soprattutto i titoli delle canzoni), in questo compact ha voluto omaggiare anche il grande Bela Bartok con la cover del brano «In the folk song style». Il bisogno più urgente per questo giovane barese da una tecnica ben marcata era quello di legare il passato del folk e del flamenco, al presente con la musica chiamata new-age ma che in realtà la sfiora in alcuni tratti. In questo mosaico di suoni ne esce un disco lucido ed a tratti inaspettato merito anche della spontaneità di Granata che porta anche ad ascoltare la fisarmonica di Michele Sansone, il contrabbasso di Francesco Saverio Piccarreta ed il bondir di Aldo Grillo, altri valenti musicisti di quel sud che riesce a sfornare ottimi spunti a livello musicale. «Incauto Sperimentatore» ed il primo cd «Rivelazioni» (in questo disco sono state inserire alcune delle canzoni che qualche anno fa lo stesso Granata aveva raccolto e autoprodotto ma che avevano una distribuzione prettamente localistica) è un compact che vive di melodie, di suoni curati con maniacale attenzione, di consapevolezza che si trasforma in energia. L’ambizione è forse quella di arrivare allo zenith della musica d’avanguardia ma con il gusto e la praticità tipicamente Mediterranea con un trasformismo ed una profondità sconosciuta a tanti altri musicisti del Sud. Dimostrando che la musica d’atmosfera ha ancora lo slancio giusto per colpire duro e le ballate «Tarantella», «Altamurgia», «Sulle mie corde» e «Bassa Marea» aggiungono seduzioni a questo doppio cd che regala ai suoi ascoltatori la leggerezza tanto sospirata.
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