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recensione del 13/06/2010
Stanislao Moulinsky - Y (autoproduzione 2010)
di Giancarlo Passarella
Cosi' vicini e cosi' lontani da Ligabue, Le Vibrazioni, Francesco Renga (senza i Timoria)!
Poiche' a volte non c'e' niente da dividere con il tempo degli eroi del passato, la band che oggi con piacere vi suggerisco sono questi empolesi. Ma chi sono gli Stanislao Moulinsky? Biograficamente si formano nel 2007, con una line-up diversa da quella attuale, che nel 2008 con l’arrivo del nuovo bassista, Francesco Bozzi, trova la sua formazione definitiva. Quest’ultimo, anche se proveniente da un mood musicale differente, riesce a fondere il proprio stile con quello degli altri membri della band e a sostenere le melodie con gusto e tecnica ineccepibile. Le chitarre sono affidate a Massimo Bagnoli, esperto chitarrista dalla innegabile impronta rock. La ritmica, oltre che al bassista, è affidata al giovane ma esperto Emanuele Mazzoni, drummer potente e preciso, a cui sono affidati anche i cori. Alla voce troviamo Costantino Lazzeri, autore di quasi tutti i pezzi, arrangiati comunque da tutta la band. I testi, sia in italiano che in inglese, sono un punto importantissimo nelle scelte degli Stanislao Moulinsky.Il risultato finale è un rock melodico che riporta a suoni d'oltreoceano. Nel 2009 partecipano al Tour Music Fest, concorso nazionale della musica emergente, approdando alla semifinale e riuscendo quindi ad essere tra le prime 20 band delle 4000 partecipanti alle selezioni iniziali.
Stanislao Moulinsky per noi bambini (che guardavano i cartoni animati in bianco e nero nel primo pomeriggio) era l'acerrimo nemico di Nick Carter, eroe dei fumetti creato da quel genio che fu Bonvi: come lui amava nascondere il suo progetto criminoso all'interno di anacronistici contenitore, cosi' la band empolese ha in questi 13 brani voluto celare un fuoco sacro ed una voglia poetica che a tratti riesce ad emergere. Ma il loro disco (pur essendo ben registrato e concepito con professionalita', nonostante i pochi mezzi economici a disposizione) e' da considerarsi non un punto d'arrivo, ma una semplice tappa di avvicinamento ad un posto al sole che sembrano meritarsi: la mia sensazione e' quella che vada cercato una vecchia volpe degli studi di registrazione (se non addirittura una figura desueta come quella dell'arrangiatore) con cui lavorare intensamente sulla struttura canzone, cosi' da presentarsi alla ribalta con un biglietto da visita ancora piu' convincente. Se a questo percorso, ci aggiungiamo un lavoro sul live, allora il futuro per gli Stanislao Moulinsky e' un po' piu' roseo: ma la lotta e' dura e vi sono band agguerrite, pronte a fregarti il posto, una esibizione, un concorso... anche se meno talentuose.
 Ho programmato piu' volte (nel circuito delle radio che irradiano Il Re del Gancio) la loro Niente da dividere ed ho avuto buoni riscontri: qualcuno li ha paragonati Le Vibrazioni, qualcuno ha citato i nomi detti prima, ma la maggior parte ha semplicemente apprezzato la loro melodia, sottolineando la bellezza di un brano come quello. Credo che sia il miglior complimento che si potesse ricevere per continuare la battaglia, seguendo quella scia che porta verso Venere. Il disco e' uscito il 9 Aprile 2010 e quindi questi sono ancora i giorni della soddisfazione per i complimenti che arrivano dagli amici e tutto e' rosa e non si vedono passare nuvole stanche: ma passata l'estate, bisogna fare il punto della situazione.
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