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notizia del 14/11/2008

Loud Vision - One Louder e la sua recensione al cd dei nostri Neronova
di Giancarlo Passarella

Firmata da Lorenzo Bertolucci, quella apparsa su Loud Vision e' invece una critica costruttiva

Fuori l'electro, dentro cavalcate di doppia cassa e pirotecnici assoli di chitarra..

Non vedo in questa recensione una bocciatura del progetto I Colori Del Nero, ma una critica che denota voglia di conoscenza.... meglio una critica (costruttiva) che un cd messo in un cantuccio a prendere polvere.

Spesso l'artista si augura sempre che la sua arte sia compresa al primo istante. Non sembra essere questo il caso dalla lettura della recensione di I Colori Del Nero apparsa su LoudVision.it: come potete leggere, con il recensore ho avuto un civile scambio di opinioni e mi sembra che questo sia il tono da usare in situazioni similari.
Estrapoliamone un po' di passaggi ..
Come si evince dal titolo del loro album, quella dei modenesi Neronova è una tavolozza fieramente dark: neri gli abiti, neri gli anfibi ai piedi, nero il mood, nero il corpetto succinto della bad girl in copertina. Nero anche (per metà) il nome della band. È un'oscurità suonata con precisione e potenza in tredici tracce in bilico tra l'heavy rock e influenze metal sempre più prepotentemente in evidenza rispetto alle passate fatiche del quartetto. Un conto però è vestirsi dei colori del nero, un conto è sentire, esprimere, gridare il nero.. La spiegazione di cosa significa la presenza del nero (sia nel nome della band che in questo loro secondo cd per la nostra U.d.U. Records) e' riportato nelle cartelline stampa, allegate ad ogni spedizione del cd.

... Ma è anche abbastanza chiaro che, al di là di una competenza tecnica tanto palese quanto fredda, i quattro ragazzi si accostino alle loro tonalità preferite con una certa strafottente superficialità... ... Chi conosce la band puo' dire di tutto di loro, ma certo non li possiamo definire strafottenti e boriosi. Raramente ho visto dei ragazzi cosi' disponibili ed affabili. Hanno qualche difetto (sono un po' troppo juventini..), ma il lavoro musicale lo affrontano con serieta' e preparazione.

... Il problema principale risiede forse in un'indecisione di fondo: se nelle opere precedenti i Neronova si erano mostrati sensibili in egual misura a contaminazioni sia metal che dark, con una consistente presenza di tastiere e synth un po' à la Depeche Mode, qui, come già accennato, è il metal a prevalere nettamente. Fuori l'electro, dentro cavalcate di doppia cassa e pirotecnici assoloni di chitarra che partono a tradimento... Non parlerei di indecisione, ma di evoluzione: fortunatamente i Neronova stanno crescendo e maturando, anche toccando terreni musicali a loro poco consoni.

Andiamo alla chiusura ...un rock radio-friendly dal vago sapore dark che cerca di darsi un tono pompandosi di metallo? O una tappa ancora acerba di una sincera evoluzione verso l'heavy? A favore della prima ipotesi c'è una cover di Like A Prayer di Madonna. A sostegno della seconda, una dose di innegabile energia. Ai posteri, possibilmente headbanger nerovestiti, l'ardua sentenza... Diciamo (e lo ribadisco) che la band e' in evoluzione: difficile dire se stanno andando verso l'heavy, visto che e' da quel sound che arrivano, anche con le esperienze pre-Neronova, basti pensare all'esperienza con i BlackAge.